Le nuove normative nazionali ed europee stanno spingendo verso una svolta nel settore edile, oggi responsabile di una grossa percentuale dei consumi energetici globali: il 45% in Italia, il 40% in Europa. Già da tempo sono stati acquisiti saperi e tecnologie per edificare riducendo il consumo di energie non rinnovabili, realizzare fabbricati a basse emissioni e case passive. Per i costruttori si apre la via per un’edilizia virtuosa, per i privati cittadini la possibilità di abitare spazi salubri, efficienti dal punto di vista energetico, grazie alle agevolazioni fiscali che sono state prorogate al 31 dicembre 2010, (D.M. del 19/2/2007 e successive modifiche; Legge n. 244/2007, D.L. 185/2008, Legge n. 2/2009 e Decreto Interministeriale 6/8/2009).
La legge ha stabilito che, entro il 2010, i consumi energetici comunitari debbano essere ridotti del 22%, per conseguire un risparmio di Tonnellate equivalenti di petrolio di 55.000.000 (Tep) e una riduzione di emissioni di CO2 di 100.000.000 tonnellate. È quanto stabilisce la Direttiva europea 2002/91/CE, “Energy Performance Building Directive. Tale direttiva introduce nuovi standard progettuali per la certificazione energetica di nuovi edifici e di edifici esistenti.
L'Attestato di Certificazione Energetica è obbligatorio in Italia dal 2005 (Legge 10/91) e deve essere redatto in conformità delle Linee Guida emanate col decreto ministeriale del 26 giugno 2009, riportando i “dati di riferimento che consentano ai consumatori di valutare e raffrontare il rendimento energetico dell’edificio” e le “raccomandazioni per il miglioramento del rendimento energetico in termini di costi-benefici”. La certificazione attesta il rendimento energetico effettivo di un fabbricato o di una casa, ossia “la quantità di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare i vari bisogni connessi ad un uso standard, compresi, fra gli altri, il riscaldamento e il raffreddamento”.
L'Attestato di Certificazione Energetica inserisce il fabbricato, la casa o l’appartamento in una classe di appartenenza, a seconda dei consumi e della effettiva efficienza, (più è bassa la lettera associata all'immobile e minore è il suo consumo in termini energetici), rendendo trasparenti, o comunque misurabili, spese energetiche e costi di conduzione. L'Attestato ha validità 10 anni ed è obbligatorio nei casi di edificazione, negli atti notarili di compravendita e di locazione e per accedere alle detrazioni fiscali del 55%. La Diagnosi Energetica degli edifici, necessaria alla certificazione, permette di volgere all’efficienza il patrimonio esistente, con notevoli vantaggi per i consumatori finali e consente di individuare le carenze e le soluzioni per risparmio energetico ed economico.
Il ciclo vita di una costruzione efficiente
La progettazione di una casa efficiente riguarda l’intero ciclo vita della costruzione, la sua gestione e il suo funzionamento. La direttiva europea 2009/125/CE (abrogativa della 2005/32/CE) relativa alla progettazione/produzione ecocompatibile di qualsiasi “prodotto connesso all’energia” menziona i materiali edili* come elementi importanti per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. La nuova normativa europea, cui l’Italia dovrà adeguarsi entro il novembre del 2010, introduce concetti chiave come il «miglioramento delle prestazioni ambientali» e la «progettazione ecocompatibile» stabilendo parametri per la progettazione, relative garanzie, responsabilità, misure di controllo (art. 3) e disposizioni per gli stati membri, contribuendo “allo sviluppo sostenibile . Accrescendo l’efficienza energetica, il livello di pro¬tezione ambientale e migliorando allo stesso tempo la sicurezza dell’approvvigionamento energetico” (Art.2 punto 2).
La progettazione ecocompatibile riguarda tutti i prodotti connessi all’energia, ovvero «qualsiasi bene che abbia un impatto sul consumo energetico durante l’utilizzo, dal momento in cui viene immesso sul mercato e/o messo in servizio come parte a sé stante per gli utilizzatori finali o le cui prestazioni ambientali non possono essere valutate in maniera indipendente”. Ne disciplina la progettazione, i materiali con cui i prodotti vengono realizzati e quelli impiegati per il ciclo vita dei medesimi, utilizzo, riutilizzo, riciclaggio e recupero. La normativa prevede anche l’uso dei rifiuti combustibili quale mezzo per produrre energia attraverso l’incenerimento diretto e il recupero del calore («recupero di energia» articolo 2), favorendo la diminuzione dei consumi energetici da parte dell’edilizia.
Fra i prodotti che dovranno essere progettati in maniera ecocompatibile, identificati dall’European Climate Change Programme per il risparmio delle energie e la riduzione delle emissioni di gas inquinanti, rientrano materiali e componenti edili quali:
•I sistemi di riscaldamento
•Gli impianti di produzione di acqua calda
•Gli impianti di ventilazione
•Gli impianti di condizionamento
•Gli impianti di illuminazione
•Gli elettrodomestici
•Gli apparecchi per ufficio
•L’elettronica di consumo
•I sistemi a motore elettrico
I Prodotti ecocompatibili a marcatura CE (Art. 5 Marcatura e dichiarazione CE di conformità) avranno queste caratteristiche:
•non avranno ripercussioni negative sulle proprie funzionalità del prodotto, a causa della progettazione, per l’utilizzatore;
•non causeranno danni alla salute, alla sicu¬rezza e all’ambiente;
•non avranno significative ripercussioni negative sui consumatori, per quanto riguarda l’accessibilità economica ed il costo del ciclo di vita del prodotto;
•non noceranno alla competitività dell’industria;
•non saranno imposti a fabbricanti e produttori oneri amministrativi eccessivi, né la proprietà di tecnologie particolari (art. 15).