In occasione della recente fiera Klimahouse di Bolzano l’Agenzia CasaClima ha annunciato un nuovo protocollo chiamato CasaClima R volto a promuovere il risanamento energetico degli edifici già esistenti.

Il mondo dell’edilizia si trova ad affrontare una grande sfida: edifici energicamente più efficienti. Questo riguarda non solo gli edifici di nuova costruzione, per le quali “esistono da tempo soluzioni standard di provata efficacia per quanto riguarda sia le prestazioni energetiche che per il rapporto costi/benefici” come spiega l’ing. Ulrich Santa, direttore dell’ente bolzanino, ma soprattutto il risanamento energetico degli edifici già esistenti.

Il 70% degli edifici infatti è stato costruito prima del 1976 quindi è del tutto privo di accorgimenti dal punto di vista di efficienza energetica l’obiettivo sarà quindi quello di permettere interventi di riqualificazione per questi edifici.
La certificazione CasaClima R attesta la qualità degli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti nel rispetto delle peculiarità dell’immobile e, come specificato nel protocollo, è finalizzata a:
• aumentare l`efficienza energetica per ridurre i consumi energetici degli edifici;
• garantire salubrità e miglior comfort agli abitanti;
• risolvere le problematiche in atto o che si potrebbero verificare come conseguenza dell’intervento stesso.

CasaClima R prevede interventi sia su interi edifici sia in single unità abitative pensati per quei proprietari che non possono intervenire nell’intero edificio ma vorrebbero “riqualificare la propria residenza nel segno dell’efficienza energetica e della qualità costruttiva.”

Andiamo a vedere nello specifico quali requisiti, relativi all’involucro dell’edificio, richiede il protocollo per raggiungere lo standard CasaClima R:
• prestazioni minime di trasmittanza termica degli elementi dell’involucro disperdente in funzione della zona climatica in cui è collocato l´edificio;
• risoluzione dei ponti termici lineari: le possibilità di risoluzione possono essere secondo allegato A (soluzioni standard come da Direttiva Tecnica nuovi edifici), secondo allegato B (verifica delle temperature superficiali interne) o in specifici casi secondo allegato C (ponti termici attivi). Per i ponti termici con soluzioni attive (sistemi scaldanti elettrici o termici) vengono definite le modalità accettate e i limiti di applicazione;
• verifica dell’efficienza dei sistemi di ombreggiamento estivo;
• verifica delle prestazioni estive degli elementi esterni opachi;
• verifica della condensazione interstiziale nel caso di isolamento interno o in intercapedine;
• verifica della tenuta all’aria: valore obiettivo n50 lim=3 h-1.

Continuando a citare il protocollo CasaClima R passiamo ora alla qualità degli impianti per i quali la Direttiva Tecnica CasaClima R richiede il soddisfacimento di requisiti in parte diversificati per unità abitativa ed edificio.
La Direttiva Tecnica CasaClima R per gli impianti definisce:
• requisiti minimi obbligatori (da verificare sempre, anche se non si interviene sull’impianto)
• requisiti minimi in caso di intervento su parti dell’impianto.
I requisiti minimi obbligatori sono riferiti a:
• sistema di generazione (prescrizioni sui rendimenti del generatore);
• sistema di regolazione (modulo di contabilizzazione, centralina di termoregolazione, dispositivi modulanti);
• sistema di distribuzione (coibentazione tubazioni accessibili o esterne allo strato isolante);
• accumulo (coibentazione, temperatura di immissione ACS, temporizzazione, localizzazione);
• ausiliari elettrici (no funzionamento continuo).
Non sono invece fissate prescrizioni sui sistemi di emissione.

L’iter di certificazione rispecchia quello per le nuove costruzioni con una sostanziale novità ossia l’introduzione dell’obbligatorietà di un Consulente energetico CasaClima come referente per la pratica nel caso di richiesta di certificazione CasaClima R per appartamenti fuori dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

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